Il nemico di ieri e di oggi
di Vincenzo Guardino
Il comunismo è stato l’incubo del XX secolo. Il trionfo del bolscevismo che avvenuto in Russia nel 1917 ha avuto ripercussioni gravi in tutto il mondo. Subito dopo la Grande Guerra, infatti, il terrore rosso ha tentato di travolgere l’Europa minacciando in tal modo di cancellare secoli di civiltà, specialmente il Cristianesimo, al fine di ridurre la stessa in una succursale dell’URSS. In quella fase storica le nazioni europee si salvarono, ma alla fine della seconda guerra mondiale il comunismo arrivò nel cuore dell’Europa portando all’interno di essa gli orrori, i massacri, l’ateismo, l’odio di classe e l’avversione viscerale per la nostra civiltà.
Una volta crollato il Muro di Berlino, il comunismo ha mutato forma, ma l’odio nei confronti dell’Europa romana e cristiana è rimasto lo stesso. Non più la lotta sovversiva della classe operaia contro la borghesia per giungere alla dittatura del proletariato, ma ideologie falsamente umanitarie che usano strumentalmente concetti quali presunti diritti di persone con differente orientamento ed uguaglianza di genere per distruggere la famiglia, la cosiddetta “accoglienza” degli immigrati per demolire l’identità del popolo italiano (nonchè per annientare lo stato sociale immettendo massiccia manodopera a basso costo), le droghe, l’alcool e le vergogne morali per corrompere la gioventù, l’internazionalismo della globalizzazione allo scopo di demonizzare il radicamento, rimuovere il concetto di limite allo scopo di imporre la libera circolazione delle merci e delle persone mercificate su scala mondiale.
Anche oggi, come nel secolo scorso, la soluzione per sconfiggere i nemici della civiltà europea non può che essere di carattere nazionale, tradizionale, sociale all’interno di un quadro autenticamente identitario. No al mondialismo, si all’Europa dei popoli. No alla società multirazziale, sì ad un principio ordinato: ogni popolo ha la sua terra e ogni terra ha il suo popolo. No a divorzi, aborti, sì alla famiglia tradizionale ed al ruolo naturale della donna all’interno della stessa. No allo stile di vita sessantottino, sì alla disciplina e alle regole morali. No all’usura delle banche e al capitalismo sfrenato propugnato dalla UE , sì alla sovranità monetaria ed al controllo dello Stato sull’economia.
Ritengo sia questa la ricetta giusta per salvare l’Italia (e l’Europa tutta) dall’incubo di un mondo unificato sotto la tenebra delle insegne nemiche.
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