Oltre la Destra e la Sinistra
di V. Guardino
Le categorie di destra e sinistra, a differenza di quanto sostengono in molti, non sono categorie eterne. Al contrario, la loro esistenza appartiene esclusivamente alla storia degli ultimi due secoli poiché esse risultano legate all’affermazione dei regimi liberali. A partire dalla Rivoluzione Francese (1789), infatti, con la conseguente fine delle antiche monarchie cattoliche e con la nascita dei sistemi parlamentari, la dicotomia destra/sinistra cominciò a designare da un lato i conservatori, a destra, ossia coloro che volevano conservare i risultati già ottenuti, dall’altro i progressisti o i radicali, a sinistra, ossia coloro i quali auspicavano ad una continuazione più o meno violenta del processo rivoluzionario.
Nel XX secolo, col sorgere di ideologie avverse a quella liberal-capitalistica, quali su tutte il comunismo e il fascismo, il sistema liberale si è arroccato su posizioni centriste cercando di confinare nei lati estremi della politica i movimenti portatori di una diversa concezione del mondo allo scopo di marginalizzare il dissenso. Fino a qualche decennio fa, tuttavia, esistendo ancora idee forti ed alternative all’interno dei parlamenti, si poteva dire che destra e sinistra avessero effettivamente un valore e che fossero in grado di rappresentare due diverse concezioni della società.
Ma nel quadro odierno, con la fine del “secolo delle ideologie”, con la espropriazione di qualsiasi sovranità degli Stati-nazione da parte della UE e con l’avvento della globalizzazione capitalistica, la dicotomia destra/sinistra non è altro che una contrapposizione assimilabile a quella delle squadre di calcio. Tutti i partiti, benché fingano di scontrarsi anche in maniera accesa su questioni secondarie, sono perfettamente identici sui temi fondamentali: collocazione atlantista dell’Italia con vendita di armi e sostegno alle guerre degli USA, servilismo nei confronti di Bruxelles e dei trattati usurai, liberismo economico sregolato come principio base della globalizzazione. L’unica differenza consiste nel fatto che le odierne destre, nella maggior parte dei casi, risultano un po’ più conservative sui temi etici o sui “diritti civili” quali utero in affitto, ius soli, legalizzazione delle droghe e via dicendo. Possiamo dire in generale che le sinistre accelerano il processo di distruzione della nostra civiltà, le destre al massimo lo rallentano per questioni di consenso interno.
Noi missini già da tempo, da quando a Fiuggi si consumò il più vile dei tradimenti, abbiamo smesso di fare riferimento alla “destra”. I nostri valori fondanti sono la patria, la famiglia, la tradizione, la sovranità monetaria e la giustizia sociale, valori che superano il sistema liberal-capitalistico contrapponendosi tanto alla destra quanto alla sinistra. In nome di questi valori, i quali sintetizzano un’idea immortale che ci è stata lasciata in eredità, continueremo la nostra battaglia per il bene del nostro popolo e per ridare luce alla nostra Patria.
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